9.9.13

RITORNO ALL’ACQUA PUBBLICA I SINDACI CI SONO



Alle 17.45 la seduta pubblica è valida con 64 sindaci in aula. Il primo punto sul ricorso fatto con la relazione introduttiva esauriente dell'avvocato al tavolo della presidenza. Tra tre giorni è fissata l’udienza al Tar di Latina sui 75 milioni di Euro che pagheranno i cittadini. Inaccettabile per il sindaco Salvati che però vuole porre l'accento sulla risoluzione del contratto. Vuole, e vogliono i 33 sindaci: non voterà in materia diversa.

 Sul primo punto non è stato possibile anticipare i termini in pubblico. Dopo il 12 settembre sull’ultima impugnativa cautelare si saprà di più. Le pronunce arriveranno poi ci saranno gli interventi ufficiali dei sindaci riuniti in sala. Si è denunciato e con Acea la partita è ora delicata. Il 17 ottobre poi si chiuderà la partita con Acea sui ricorsi. Per evitare un giusto vantaggio all’avversario non si sono aperte le carte. Il primo punto si è chiuso subito.


Alle ore 18: Sul secondo punto, la risoluzione contrattuale, la proposta criticata in sala dai movimenti e associazioni è quella di rinviare il punto. I cittadini in sala rumoreggiano ma sono stati ripresi dalla presidenza perché qui possono parlare solo i sindaci.

Il sindaco di San Giovanni Incarico duro non andrà via e voterà contro il rinvio del secondo punto. Vuole risolvere il contratto e poi nei mesi successivi (18) fare meglio rispetto all'Acea. "L'unico che deve pagare è l'Acea", conclude Salvati.

Anche il sindaco di Cervaro è concorde con il sindaco di San Giovanni Incarico. Meno daccordo il sindaco di Vico nel Lazio che non ha avuto i tanti disastri rispetto agli altri. Non può decidere lui qui ma il consiglio comunale. 

Il sindaco di Cassino, Petrarcone, è stato telegrafico contrario al rinvio al punto all'odg. Applaudito in sala. Per il sindaco c'è stato il mandato del consiglio comunale di votare in un certo modo. L'Acea non è in grado di gestire il servizio nei modi migliori e poi ci sono, non vanno dimenticati, i 75 milioni di Euro che saranno spalmati sui cittadini. In conclusione il voto favorevole di Petrarcone. 

Se si perde la causa sono quasi un milione di Euro a testa per comune. Più di qualche sindaco vuole pensarci bene. Non si può entrare nel merito senza un parere giuridico. Il parere che deve dare è la Sto. Si sta giocando sulle tasche dei cittadini. Ma il parere del commissario straordinario Patrizi è contrario: ricorda che il parere c'è già.   

Per il sindaco Tersigni non è facile. Ma Tersigni parla solo ad una assemblea dei sindaci ma questa non sembra per gli interventi interrotti dei presenti in sala. Va via subito.  

Il sindaco di Torrice sulla stessa linea degli altri contrari al rinvio. I cittadini di Torrice non pagheranno quei milioni di Euro, per il sindaco. Vuole la risoluzione del contratto che è solo un intento ma i rischi sono altri.

Il sindaco di Ceccano, Maliziola, è per affrontare le responsabilità e dare risposte decise. Ci sono sempre i problemi dei cittadini da affrontare e segnalati alla Sto. Ci vogliono i supporti legali giusti e di uscire dall'ambito comunale. Entro 60 giorni la Sto deve dare un documento, una relazione su gestione, carta dei servizi, ecc, La proposta consegnata al tavolo della presidenza. 

Per Adriano Roma di Arnana il parere c'è ed è anche negativo ma vuole la risoluzione del contratto.

Alle 18.50 si sospende per 10 minuti. I sindaci votano. 38 i sindaci favorevoli alla sospensione. I sindaci di centrodestra si riuniscono in sala giunta. Quelli di sinistra nell'altra sala a disposizione. 

Dopo ben 40 minuti i sindaci tornano in aula. 

C'è l'appello. Assenti Atina, Ausonia, Belmonte, Broccostella, Campoli, Casalattico, Casalvieri, Castelnuovo, Castrocielo, Falvaterra, Fontechiari, Fumone, Isola del Liri, Monte S. G.Campano, Paliano, Pastena, Picinisco, Piglio, Posta Fibreno, San Biagio, Sant'Elia, San Vittore, Settefrati, Supino, Terelle, Trivigliano, Vallerotonda, Vicalvi, Villa Latina, Villa S. Lucia, Viticuso e Campodimele. Il numero legale c'è, ci sono 52 comuni in sala.  

C'è un documento dei sindaci, Un eventuale aggiornamento a dopo la pronuncia del Tar che si spera "nel merito". Lo annuncia il sindaco di Frosinone. Si chiede di rinviare e di riconvocare la riunione. Lo chiedono al commissario Patrizi una serie di sindaci presenti. 

Il sindaco di Veroli, di centrosinistra, favorevole alla proposta assieme a tutti i sindaci dello schieramento. Adriano Roma non ha firmato il documento di Ottaviani e chiede di votare subito la risoluzione del contratto. Non ci casca ai giochetti del centrosinistra. Si rivolge così al sindaco di San Donato V.C. 

Ore 20.10. Il coraggio di votare subito la risoluzione per alcuni sindaci che non hanno firmato il documento di Ottaviani. Patrizi ha anche altre risoluzioni presentate. Quella della Maliziola e quella del sindaco di Ceccano e Veroli. L'aria si surriscalda si arriva quasi alle mani. Salvati chiede la votazione sulla risoluzione. Il voto è sulle tre mozioni presentate singolarmente e non unite per la Maliziola. Il segretario continua la conta come già iniziata. Fiuggi astenuto, San Donato favorevole, Santopadre favorevole, Sora favorevole, Torrice contrario, Veroli favorevole. C'è stato un accordo? Dal pubblico: buffoni, buffoni. Favorevoli 37, sono 9 i contrari, 5 astenuti e 1 non voto. 

Per Frusone non è democrazia perché non è stato rispettato l'odg. 

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